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21/02/2013

Lo sci per i bambini: come, quando e perché

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Davanti a un paesaggio innevato, tutti torniamo un po’ bambini; per questo la settimana bianca è il modo migliore per staccare la spina dalla routine quotidiana e passare qualche giorno con tutta la famiglia sulle piste. Di certo, i bambini sono quelli che più di tutti si entusiasmano all’idea di andare sulla neve, rotolarsi, scivolare con lo slittino e tirarsi palle. Ma poi, arrivati lì, non si sa come aiutarli a muovere i primi passi con una paio di sci ai piedi. Come fare allora per superare il momento di impasse?

Intanto bisogna dire che non c’è un’età giusta per iniziarli all’attività sciistica. Capita spesso di vedere bimbi piccolissimi, imbacuccati in tutine microscopiche, che già vanno spediti sulle piste più semplici, mentre altri più grandicelli sono intimoriti e non riescono a trovare un equilibrio sugli sci e, quindi, ad acquistare sicurezza.

Questo dipende da molti fattori, in primis dal rapporto che il bambino ha con la neve: un bambino che scende in pista per la prima volta avrà maggiori difficoltà a lasciarsi andare rispetto ad un altro che, pur non avendo mai calzato degli sci, è abituato a stare a contatto con la neve e con chi pratica regolarmente lo sci (soprattutto se è un fratello più grande da emulare).

Spesso fermarsi a vedere semplicemente come iniziano gli altri bambini può essere uno stimolo per prendere sicurezza e tentare di fare un passo o due. In linea di principio, vale la regola: prima si comincia e meglio è! Per esempio i bambini di 3 o 4 anni non solo sono più facilitati ad imparare rapidamente qualsiasi cosa, ma riescono ad avere maggior stabilità in virtù del baricentro più basso. E, come si diceva prima, se il bimbo è più piccolo, il consiglio è comunque quello di avvicinarlo al mondo della montagna: fargli assaporare le atmosfere innevate, farlo giocare con la neve e prepararlo a quando toccherà a lui salire sugli sci.

Appurato quindi che non ci sono vincoli di età, scopriamo qual è il modo più giusto di indirizzarli. A meno che non si è degli sciatori provetti, il consiglio è quello di far partecipare i propri figli ad un corso di sci. Ok, si spende qualche soldo in più ma ne vale la pena, per una serie di motivi: Improvvisarsi istruttori non significa essere degli istruttori: il rischio non è solo quello di insegnare tecniche sbagliate, ma soprattutto quello di trasmettere le proprie ansie al bambino, rischiando di ottenere il risultato opposto: che non voglia più salire su un paio di sci.

La figura stessa di un istruttore trasmette la sicurezza e la sensazione di essere protetto e sostenuto; Il momento del confronto con gli altri bambini alle prime armi può essere molto stimolante, oltre che infinitamente più divertente.

A questi punti va aggiunta una considerazione da non sottovalutare affatto: la settimana bianca è un momento di relax e di condivisione per tutta la famiglia, ma può diventare molto stressante se i genitori non hanno la possibilità di ritagliarsi un po’ di tempo per loro stessi, separandosi dai loro bambini. Lasciarli in buone mani, quindi, può essere un modo per scendere in pista più sereni, spensierati e liberi di divertirsi.
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